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Seminario introduttivo alle Tecniche Immaginative VIC

“Là dove le parole incontrano ostacoli, le immagini aprono nuove visioni” (Martinelli M.)

 

Può esistere una psicoterapia senza immaginazione?

Questo seminario vuole offrire una formazione a tutti coloro che desiderano sviluppare l’arte di integrare le immagini e l’immaginazione in psicoterapia. Conoscere il ruolo delle tecniche a ‘mediazione creativa’, ed in particolare scoprire la valenza terapeutica del Vissuto Immaginativo Catatimico (VIC) nello sviluppo dei processi di mentalizzazione e di simbolizzazione che sono alla base dei più evoluti processi di elaborazione adattiva delle informazioni.

La complessità dell’essere umano fa sì che il terapeuta si trovi quotidianamente ad affrontare molte sfide nella sua pratica professionale. Sappiamo da diversi approcci clinici che per il successo della terapia è necessario: creare una buona alleanza di lavoro, riuscire ad accedere ai nuclei disfunzionali causa di sintomi e malattie, e adattare il nostro approccio alle necessità di ogni paziente che abbiamo in cura.

Spesso la conoscenza di questi requisiti non è sufficiente a garantirci risultati soddisfacenti, pertanto è necessario rifornire la nostra ‘cassetta degli attrezzi’ con strategie e interventi atti a sfruttare al meglio i numerosi benefici per riuscire a fronteggiare tutte quelle situazioni e quadri clinici che sfuggono per esempio ad un approccio basato sulla comunicazione verbale e basta.

Le immagini sono la chiave d’accesso d’elezione, insieme al sogno, e all’espressione artistica al nostro mondo interiore, a quella dimensione animica e simbolica primigenia che influenza le nostre credenze ed è in grado di influenzare anche la direzione della nostra realtà, sia nell’individuale che nel collettivo.

La Psicoterapia Immaginativa Catatimica VIC è una forma di trattamento psicodinamica, avviata come nuovo metodo di psicoterapia dal Prof. Dott. Med. Hanscarl Leuner nel 1954, all’università di Göttingen, sotto il concetto di “vissuto catatimico”. Il VIC è una forma particolare di psicoterapia che attinge alla psicoanalisi dei sogni di Freud, degli studi sul Training Autogeno di Schultz e della psicologia analitica di Jung, una metodologia specialistica vera e propria, completamente ampliata e arricchita dalle recenti scoperte scientifiche della neurobiologia e della neuroestetica.

Si è andata, infatti, arricchendosi con le moderne conoscenze tra cui la neurobiologia interpersonale (Gallese- Rizzolati), la teoria dell’attaccamento, la neurobiologia degli affetti (Siegel, Schore, Tronick, Porges), gli approcci centrati sul corpo e del trauma (Ogden, Van Der Kolk) ed infine gli studi evoluzionistici (Panksepp J.) hanno contribuito a creare strategie di intervento specifiche per lavorare con il VIC sia in modo esplicito che implicito per aiutare il paziente a riconnettersi con il suo sé profondo, per vivere esperienze di trasformazione e integrazione facendosi custodi di traumi e sofferenze ‘inenarrabili’, altrimenti inelaborabili.

Quale terapia add-on, basata sull’azione dell’immaginario creativo, il VIC vuole sfruttare le capacità innate di guarigione del nostro cervello perciò andremo a conoscere gli efficaci risvolti clinici in psicotraumatologia, in psicosomatica, nell’accompagnamento alla malattia e in molti setting: individuale, con i ragazzi, in gruppo e comunità.

Momenti teorici si intrecciano a esercitazioni pratiche per permettere ai partecipanti di sperimentare su di sé il metodo, e conoscere le diverse fasi del metodo VIC: il rilassamento, la scelta del motivo simbolico e lo sviluppo scenico, il disegno, il dialogo simbolico-metaforico, osservare in live come sia possibile avviare un processo di rielaborazione efficace delle problematiche e delle sofferenze vissute.

Da sempre miti, fiabe, racconti poetici, narrazioni immaginali hanno permesso connessioni profonde con le inquietudini della vita, hanno altresì avuto una funzione affascinante nell’incantare, nel guarire, nel favorire la “catarsi” e la purificazione.

Il VIC quale “microscopio dell’anima” come l’ha definito Leuner, è un riappropriarsi del linguaggio simbolico per dialogare con l’inconscio ed esplorare i meandri dell’anima in evoluzione. Ritengo, pertanto, che la psicoterapia moderna abbia necessità di familiarizzare con l’immaginario creativo (connesso alle funzioni dell’emisfero destro) per attivare quei processi mentali in grado di aiutare le persone a cambiare prospettiva, accedere alle risorse interne, gestire conflitti e attingere alla saggezza profonda nel trovare soluzioni ai problemi.

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